Infiltrazioni di acqua: cause e strumenti d’indagine non invasivi Lascia un commento

L’umidità nelle pareti di casa è un problema comune che può causare danni strutturali e problemi di salute.

Capire le cause e sapere come riconoscere i segni di umidità è fondamentale per mantenere la salute della tua abitazione.

Le pareti domestiche possono essere soggette a umidità per vari motivi, tra cui:

  • Infiltrazioni d’Acqua: dovute a pioggia, guasti alle tubature o scarsa impermeabilizzazione.
  • Condensa: causata da differenze di temperatura e umidità tra interno ed esterno.
  • Umidità Risalente: si verifica quando l’umidità del terreno sale attraverso i muri per capillarità.

I questo articolo approfondiremo l’argomento analizzando a fondo il problema delle infiltrazioni di acqua, trattando le cause, le modalità di indagine e porteremo la testimonianza in materia di Stefano Taddia.

Quali sono le principali cause delle infiltrazioni di acqua?

Le infiltrazioni possono avere diverse origini, tra cui:

  • Difetti Strutturali: come crepe nei muri o nei tetti, che permettono all’acqua di penetrare.
  • Guasti agli Impianti Idraulici: tubature rotte o mal funzionanti possono causare infiltrazioni.
  • Condizioni Meteorologiche Estreme: piogge intense o neve possono aumentare il rischio di infiltrazioni.

Entriamo nel dettaglio analizzando una ad una le cause di infiltrazioni di acqua elencate.

Difetti strutturali delle murature e tetti

Le crepe nei muri o nei tetti sono tra le cause più comuni di infiltrazioni d’acqua.

Da cosa dipende la comparsa di crepe in un edificio? Le motivazioni possono essere diverse.

In Italia, le crepe nei muri degli edifici possono essere causate da una varietà di fattori, tra cui assestamenti del terreno, costruzione inadeguata e il naturale deterioramento dovuto all’età degli edifici. Particolarmente nelle zone sismiche o con terreni argillosi, gli assestamenti del terreno rappresentano una causa significativa di questo fenomeno. Uno studio condotto dall’Università di Napoli Federico II ha messo in luce come variazioni nel terreno, dovute a fattori come scavi o cambiamenti idrogeologici, possano causare movimenti nelle fondazioni degli edifici, risultando nella formazione di crepe.

Un altro fattore importante è la costruzione inadeguata. Secondo un rapporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’utilizzo di tecniche costruttive non adeguate o di materiali di bassa qualità può portare alla comparsa di crepe nel tempo. Questo problema è aggravato dalla mancanza di standardizzazione e controllo nella qualità dei materiali e delle tecniche costruttive utilizzate.

Inoltre, molti edifici storici in Italia mostrano segni di deterioramento dovuti all’età. L’invecchiamento dei materiali e la mancanza di manutenzione regolare possano infatti contribuire alla formazione di crepe. Questo è particolarmente vero in edifici antichi, dove il tempo e gli elementi hanno eroso i materiali costruttivi, rendendo le strutture più suscettibili a danni e crepe.

Tubature rotte o mal funzionanti

Le infiltrazioni d’acqua all’interno delle strutture possono essere spesso attribuite a guasti negli impianti idraulici, come tubature rotte o mal funzionanti e raccordi o giunture compromessi. Questi problemi, sebbene possano sembrare minori, possono avere conseguenze significative sulla stabilità e sicurezza di un edificio.

Le tubature rotte o mal funzionanti rappresentano una delle cause principali di infiltrazioni. Le perdite che si originano dalle tubature, che spesso rimangono nascoste all’interno delle pareti o sotto i pavimenti, possono inoltre causare danni estesi prima ancora di essere individuate.

Questo è particolarmente problematico perché l’acqua che si infiltra lentamente ma costantemente può danneggiare materiali da costruzione, promuovere la crescita di muffa e indebolire la struttura dell’edificio senza che i proprietari se ne rendano conto.

Condizioni meteorologiche estreme

Le condizioni meteorologiche estreme, come piogge intense o accumuli di neve e ghiaccio, giocano un ruolo cruciale nel causare infiltrazioni d’acqua negli edifici. Durante eventi di pioggia particolarmente forti, l’acqua può accumularsi più rapidamente di quanto i sistemi di drenaggio degli edifici possano gestire, portando a infiltrazioni attraverso vulnerabilità strutturali come crepe nei muri o nei tetti. Questo fenomeno è particolarmente problematico in aree dove le infrastrutture di drenaggio sono inadeguate o vecchie.

Inoltre, in regioni con climi più freddi, la neve e il ghiaccio rappresentano un’altra sfida significativa. Il ghiaccio che si forma sui tetti, noto come “ghiaccio fermo”, può creare barriere che impediscono il deflusso dell’acqua. Quando questo ghiaccio si scioglie, l’acqua può infiltrarsi negli edifici, causando danni. Questo problema è aggravato in edifici con isolamento insufficiente o sistemi di riscaldamento inadeguati, dove il ciclo di congelamento e disgelo è più frequente.

Come riconoscere i segni delle infiltrazioni d’acqua?

Riconoscere i segni delle infiltrazioni d’acqua in un edificio è fondamentale per intervenire tempestivamente e prevenire danni maggiori. Ci sono diversi indicatori chiave che possono segnalare la presenza di infiltrazioni.

Uno dei segni più evidenti è la comparsa di macchie d’umidità. Queste macchie sono spesso visibili su muri e soffitti e possono variare in colore da tonalità scure a cerchi più chiari. Le macchie d’umidità indicano che l’acqua si è accumulata in quella zona, spesso a seguito di una perdita o di un’infiltrazione da una parte esterna dell’edificio. La presenza di queste macchie, soprattutto se cambiano forma o dimensione dopo piogge intense, è un chiaro segnale che l’acqua sta penetrando nella struttura.

Un altro segno comune è la crescita di muffa e funghi. Questi organismi prosperano in ambienti umidi e possono essere un indicatore di problemi di umidità persistenti. La muffa può presentarsi in diverse forme e colori, da macchie nere o verdi a crescite più diffuse e lanose. Oltre a essere un problema estetico, la muffa può anche causare problemi di salute, soprattutto per persone con allergie o condizioni respiratorie.

Infine, il deterioramento dei materiali è un altro segno importante di infiltrazioni d’acqua. Questo può includere il gonfiore di legno, intonaco o altri materiali da costruzione, così come il distacco di intonaco, vernice o carta da parati. Questi segni indicano che l’umidità ha compromesso l’integrità dei materiali, portando a un deterioramento che può essere costoso da riparare.

Strumenti di Diagnosi per le Infiltrazioni d’Acqua

Nel contesto della diagnosi delle infiltrazioni d’acqua in edifici e strutture, l’utilizzo di strumenti professionali è essenziale per identificare con precisione la fonte e l’estensione del problema. In Italia, dove molti edifici hanno una storia significativa e strutture complesse, l’impiego di tecnologie avanzate è particolarmente importante.

Le termocamere sono uno strumento fondamentale in questo ambito. Funzionano rilevando le variazioni di temperatura sulle superfici degli edifici, permettendo di visualizzare aree dove l’umidità ha alterato la temperatura del materiale. Questo è particolarmente utile per identificare infiltrazioni nascoste che non sarebbero altrimenti visibili ad occhio nudo. Le termocamere possono rivelare zone umide dietro i muri o sopra i soffitti, indicando la presenza di una perdita o di un’infiltrazione.

Gli igrometri sono un altro strumento prezioso nella diagnosi delle infiltrazioni. Questi dispositivi misurano il livello di umidità nei materiali, come legno, intonaco o calcestruzzo. Utilizzando un igrometro, è possibile determinare se un materiale è insolitamente umido, il che può indicare la presenza di un’infiltrazione. Questo strumento è particolarmente utile per confermare la presenza di umidità in aree dove sono state rilevate anomalie termiche.

Infine, gli endoscopi e i videoscopi offrono la possibilità di ispezionare aree difficili da raggiungere. Questi strumenti, dotati di una piccola telecamera su un tubo flessibile, possono essere inseriti in spazi ristretti o all’interno di strutture, come i muri o i soffitti, per visualizzare direttamente la fonte dell’infiltrazione. Questo è particolarmente utile in edifici storici o in strutture complesse, dove l’infiltrazione potrebbe provenire da una fonte nascosta.

I consigli di Stefano Taddia, esperto in diagnostica in edilizia e termografia

L’esperto in diagnostica in edilizia e termografia, Stefano Taddia, ci racconta la sua esperienza con le infiltrazioni d’acqua.

Qualche giorno fa mi ha chiamato un amico lamentando un problema sulla sua abitazione. Dopo un violento temporale, sul pianerottolo delle scale che conducono al piano superiore, ha notato sulla parete una chiazza di una tonalità leggermente più scura. Chiaramente per gli amici si trova sempre il tempo per una ispezione, e mentre preparava il caffè ho iniziato il controllo. Visivamente era effettivamente cosa di poco conto, la superficie non era umida al tatto e l’unica anomalia evidente era appunto la leggera colorazione più scura della vernice.

Ipotizzando un’infiltrazione dall’esterno dell’acqua piovana la prima cosa da fare è un controllo con una termocamera per determinare quanto è grande l’area interessata al problema. Ho portato con me qualche strumento diagnostico, tra cui anche la più piccolina delle termocamere Flir, la Flir C3-X. Da molti è considerata poco più di un giocattolo, ma dimenticano che è una termocamera completa di tutto.

Certo, è una entry level, pochi pixel e funzioni di base, ma molte volte, se correttamente impiegata può risolvere tanti problemi dando conferma visiva a quanto ipotizzato. La differenza termica sulle pareti è davvero poca cosa, anche con la funzione MSX faccio fatica a distinguere i particolari del visibile, anche perché la zona non ha una forte illuminazione. Mi aiuto con la funzione Picture in Picture, ovvero una finestra di infrarosso direttamente sul visibile, in questo modo ho sempre ben chiara la zona che sto ispezionando.

Si evidenzia immediatamente un’area, circoscritta in verità, con evidenti anomalie termiche. A prima vista sembra una chiara infiltrazione, ma possiamo toglierci facilmente ogni dubbio. Ho portato con me anche un igrometro, uno tra i più semplici, un Extech MO260.

La sua principale caratteristica è quella di quantificare, su una scala interna da o a 100, l’umidità dei materiali, ma solo per confronto con una superficie non ammalorata. Questo particolare modello di igrometro presenta la possibilità di misurare l’umidità dei materiali con i classici elettrodi ad infissione, ma anche sfruttando un metodo molto meno invasivo che io preferisco: sul dorso dello strumento è posizionato un sensore, basta appoggiare lo strumento alla parete per rilevarne il valore. Sottolineo ancora una volta che con questo sistema possiamo solo determinare se una superficie è maggiormente intrisa di acqua rispetto ad un’altra, non la sua percentuale di umidità.

Procedo quindi appoggiando lo strumento sulla parete lontano dalla zona controllata ricordando il valore visualizzato e successivamente mi posiziono sulla zona oggetto del controllo. Risulta evidente la differenza, senza dubbio è un’infiltrazione di acqua. A questo punto voglio provare a vedere cosa posso rilevare all’esterno con la Flir C3-X.

Ancora una volta mi lascia stupito, malgrado le condizioni del rilievo non siano il massimo, la piccola termocamera si è dimostrata in grado di evidenziare le cause del problema. Con strumenti estremamente semplici e alla portata di tutti ho potuto dare una risposta certa e documentata del problema, a conferma che le indagini strumentali sono fondamentali per la diagnostica.

Conclusioni

Le infiltrazioni d’acqua possono causare seri problemi se non identificate e gestite tempestivamente. Con i nostri strumenti diagnostici avanzati, puoi effettuare valutazioni precise e intervenire efficacemente. Visita il nostro shop per scoprire la nostra gamma di strumenti e soluzioni per la diagnostica delle infiltrazioni d’acqua.

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